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Il Fondo per la Sicurezza Interna 2014-2020

Come confermato dal programma di Stoccolma, le politiche relative allo spazio di libertà, sicurezza e giustizia hanno acquisito una crescente importanza e sono in costante sviluppo da diversi anni.
Con la Strategia per la sicurezza interna dell’UE in azione del novembre 2010 e la comunicazione del novembre 2011, la Direzione Generale Affari Interni della Commissione europea ha delineato obiettivi strategici chiari ed ha gettato le basi per un’azione concertata volta a rispondere alle sfide nel settore degli affari interni, in particolare quelle legate ai reati gravi, alla criminalità organizzata, al terrorismo ed alle altre minacce per la sicurezza che assumono una dimensione sempre più transnazionale.
In quest’ambito, il Fondo per la Sicurezza Interna costituisce lo strumento di finanziamento a sostegno dell’attuazione della strategia per la sicurezza interna.

Obiettivi
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Obiettivi

Il Fondo per la Sicurezza Interna concentra le proprie risorse, sopratutto nella sua componente più prettamente interna, su alcune priorità strategiche: da un lato, prevenire e combattere i reati gravi, transfrontalieri e di criminalità organizzata, incluso il terrorismo, potenziare la cooperazione tra le forze dell’ordine ed il coordinamento tra le autorità di contrasto degli Stati membri e con i Paesi terzi interessati, nonché favorire, tra le altre cose, indagini congiunte, attività di formazione comune e scambio di informazioni e best practices; dall’altro, aumentare la capacità dei singoli Paesi europei e dell'Unione europea stessa di gestire efficacemente i rischi per la sicurezza, nonché proteggere la popolazione e le infrastrutture da attentati terroristici ed altri incidenti.

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Il Fondo per la Sicurezza Interna si configura come un quadro finanziario generale, composto da due atti distinti che ne istituiscono le diverse componenti e ne stabiliscono obiettivi, azioni ammissibili e risorse disponibili. In particolare, oltre alla parte del fondo relativa alla gestione delle frontiere ed alla politica comune dei visti, nell’aprile del 2014 è stato definitivamente approvato il regolamento che istituisce la componente relativa alla cooperazione di polizia, alla prevenzione e lotta alla criminalità, nonché alla gestione delle crisi.
Quest'ultima componente ha una dotazione finanziaria pari a circa 1 miliardo di euro, suddivisa tra azioni nel quadro dei programmi nazionali degli Stati membri (662 milioni di euro) e azioni dell’UE, assistenza emergenziale ed assistenza tecnica su iniziativa della Commissione (342 milioni di euro). Tale distribuzione delle risorse auspica un maggior coinvolgimento di tutti gli Stati membri e, al contempo, una migliore capacità di utilizzo delle risorse da parte delle autorità nazionali.

Nel novero delle azioni ammissibili nell’ambito dei programmi nazionali figurano, tra le altre:

  • iniziative volte a migliorare la cooperazione di polizia, il coordinamento tra autorità di contrasto e con i competenti organismi europei, quali Europol e Eurojust, e lo scambio alle informazioni e le tecnologie interoperabili;
  • progetti intesi a promuovere il lavoro di rete, i partenariati pubblico-privati e lo scambio di know-how e best practices;
  • attività di scambio, formazione ed addestramento del personale delle autorità competenti;
  • iniziative di sensibilizzazione, divulgazione e comunicazione;
  • acquisizione, manutenzione e successivo potenziamento dei sistemi informatici europei e nazionali.

Rispetto alle azioni dell’UE, il Fondo per la Sicurezza Interna può finanziare, tra le altre cose:

  • attività legate allo sviluppo di un meccanismo di valutazione necessario per l’attuazione delle politiche in materia di cooperazione di polizia;
  • progetti transnazionali che coinvolgano due o più Stati membri o almeno uno Stato membro e un Paese terzo;
  • progetti a sostegno dello sviluppo di strumenti metodologici innovativi aventi un potenziale di trasferibilità verso altri Stati membri;
  • attività di analisi, monitoraggio e valutazione d’impatto nonché delle minacce e dei rischi;
  • studi e progetti pilota.

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 03 Agosto 2017 12:58 )