Sei qui: Home ›› Accesso al credito ›› Il crowdfunding

Il crowdfunding

Il crowdfunding è una nuova forma di finanziamento alternativo in grado di far incontrare soggetti interessati a prestare o investire denaro e coloro che necessitano di risorse per finanziare uno specifico progetto. Questa forma di raccolta di finanziamenti crea, di norma per mezzo di una piattaforma di crowdfunding su internet, una rete di individui che si sforzano collettivamente di raccogliere fondi e può prendere diverse forme, da semplici donazioni o schemi basati sulle ricompense fino a pre-vendite, prestiti tra privati ed investimenti in capitale di rischio.
La pratica del crowdfunding è in continua diffusione da quando, a causa della crisi, l’attività creditizia delle banche è diminuita e l’accesso ai finanziamenti è diventato più complicato. I dati relativi al 2012 mostrano infatti come il crowdfunding in Europa sia cresciuto del 65% rispetto all’anno precedente, raggiungendo l’ammontare di 735 milioni di euro raccolti. In particolare, si tratta di un fenomeno diffuso in Regno Unito (44 piattaforme di crowdfunding), Paesi Bassi (29), Francia (28), Germania (20) e Spagna (18).
In quest’ambito, la Direzione generale del Mercato interno, dell’industria, dell’imprenditoria e delle PMI della Commissione europea sta valutando la possibilità di proporre misure a livello europeo.

Obiettivi
Iter normativo
Il punto di vista europeo

Obiettivi

Nell’ambito del sistema di finanziamento alle PMI, il crowdfunding mira a rispondere alle necessità delle piccole start-up impossibilitate a ricorrere ad alcuni tradizionali canali di finanziamento, ovvero il credito bancario, il capitale di rischio e l’offerta pubblica iniziale. Colmando tale divario, l’iniziativa potrebbe inoltre contribuire a creare opportunità per gruppi di persone e promuovere imprenditorialità, innovazione, crescita e occupazione.

Torna su

Iter normativo

All’inizio del 2013, la Commissione europea ha incluso, tra le azioni volte a migliorare l’accesso ai finanziamenti contenute nel Piano d’azione Imprenditorialità 2020, l’invito agli Stati membri ad esaminare un’eventuale modifica della legislazione nazionale vigente per agevolare nuove forme alternative di finanziamento per le start-up e le PMI, con particolare riferimento alle piattaforme di microfinanziamento diffuso. Nell’ambito delle azioni specifiche rivolte agli imprenditori sul web, l’Esecutivo comunitario ha espresso l’intenzione di avviare contatti con gli investitori europei per aumentare il flusso di venture capital e del crowdfunding a sostegno delle start-up sul web.

Successivamente, nel Libro verde sul finanziamento a lungo termine dell’economia europea del marzo 2013, la Commissione ha rilevato le potenzialità di iniziative finanziarie innovative che utilizzano le tecnologie informatiche e internet, ad esempio il finanziamento collettivo su internet, ed ha inteso valutare la possibilità di sviluppare e promuovere altre fonti di finanziamento “non tradizionali”, tra le quali il crowdfunding. Le risposte al Libro verde hanno confermato che tale iniziativa può svolgere un importante ruolo nella promozione dell’accesso ai finanziamenti per la crescita sostenibile ed inclusiva.

A seguito della consultazione pubblica in materia lanciata nell’ottobre 2013, la Commissione europea ha presentato, il 27 marzo 2014, nell’ambito del pacchetto di misure sul finanziamento a lungo termine dell'economia, una comunicazione sul crowdfunding, con la quale propone, tra le altre cose, di promuovere le best practices del settore, esaminare la possibilità di sviluppare un marchio di qualità, nonché di valutare periodicamente la necessità di ulteriori azioni a livello europeo.

E' in questo quadro che la Commissione ha pubblicato, il 3 maggio 2016, un rapporto sullo stato dell’arte del crowdfunding in Europa. In esso si rileva che, sebbene abbastanza limitata, questa forma alternativa di finanziamento si stia sviluppando rapidamente. Dunque, affinché possa rappresentare una risorsa chiave per il finanziamento delle PMI esso deve essere appropriatamente regolamentato. In effetti esiste già in molti Paesi un quadro normativo coerente in termini di obiettivi e risultati da ottenere. Inoltre, considerato che il crowdfunding è essenzialmente un fenomeno domestico e che la legislazione esistente è disegnata per adattarsi al solo mercato nazionale o locale, allo stato attuale non appare necessario un intervento del legislatore europeo.  Ad ogni modo, la Commissione monitorerà gli sviluppi del settore attraverso due riunioni annuali con i regolatori e gli stakeholders. Ciò permetterà di fornire eventualmente una risposta rapida dal punto di vista delle regole, sia per promuovere il crowdfunding sia per assicurare una protezione adeguata degli investitori.
un rapporto sullo stato dell’arte del crowdfunding in Europa pubblicato oggi dalla Commissione europea.

Torna su

Il punto di vista europeo

Nel mese di febbraio 2014, EUROCHAMBRES ha reso pubblico il documento con il quale ha preso parte ad una consultazione pubblica riguardante il crowdfunding nell’UE. In tale occasione, la rete delle Camere di Commercio europee ha rinnovato la sua posizione favorevole nei confronti di questo innovativo strumento di finanziamento, confermando quanto dichiarato in un precedente position paper del settembre 2013. In particolare, EUROCHAMBRES sottolinea i benefici e gli svantaggi che il crowdfunding produce sia per il proprietario dell’idea progettuale che per i donatori. A tal riguardo, tra gli aspetti positivi individuati per il primo soggetto, vi sono la possibilità di testare la validità dell’idea sul mercato e di cumulare un budget in tempi ridotti senza dover ricorrere a forme standard di finanziamento; mentre per il donatore, l’opportunità di collaborare allo sviluppo della comunità locale, di selezionare in anticipo i progetti e di essere coinvolto su quelli per i quali ritiene proficuo investire. Tra gli aspetti negativi sono, invece, menzionati la mancanza di tutela della proprietà intellettuale per l’ideatore, il rischio di frode e la sfiducia nel replicare l’operazione nell’eventualità di frode o di insuccesso dell’idea per gli investitori, la probabilità che essi sopravvalutino un progetto infruttuoso e l’impossibilità ad esercitare il diritto di azionista nel caso di successo sul mercato per il prodotto finanziato. Sulla base di tali premesse, EUROCHAMBRES ritiene che l’UE dovrebbe modellare, tenendo conto delle caratteristiche del crowdfunding, la legislazione sui servizi finanziari, definire alcuni standard di riferimento per l’organizzazione delle piattaforme di finanziamento, garantire la sicurezza nei processi di pagamento su quest’ultime e verificare l’identità del promotore della campagna. Inoltre, ritiene che si debba limitare la quota di finanziamento pro-capite tra i 2000 e i 10000 dollari in modo da scoraggiare l’insorgere di forme monopolistiche d’imprenditoria, incentrate sul trarre profitti da tali investimenti, garantire la natura di finanziamento dal basso proprio del crowdfunding, la redistribuzione del profitto e, al contempo, tutelare gli ideatori di progetto da possibili speculazioni.

Torna su

Referente Unioncamere: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Per maggiori informazioni: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 03 Agosto 2017 09:19 )