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Le strategie integrate di sviluppo locale

Una delle principali novità delle proposte della Commissione per i Fondi strutturali per il periodo 2014-2020 è l’enfasi posta sull’uso integrato dei Fondi. In particolare, al fine di promuovere approcci integrati nel settore dello sviluppo territoriale sono stati introdotti due strumenti, lo Sviluppo locale di tipo partecipativo (CLLD) e gli Investimenti territoriali integrati (ITI). Del tema si occupa la Direzione generale per le Politiche regionali della Commissione europea.

Obiettivi

L’utilizzo di strumenti integrati per lo sviluppo territoriale dovrebbe permettere di affrontare in maniera e più efficiente diversi aspetti di un medesimo tema, di coinvolgere un numero maggiore di partner, di evitare separazioni o sovrapposizioni tra strategie che ricevono sostegno da Fondi diversi e di aumentare l’ammontare dei finanziamenti disponibili.

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Contenuti

Lo Sviluppo locale di tipo partecipativo è uno strumento che permette di coinvolgere le organizzazioni e le comunità locali sia nell’elaborazione sia nell’implementazione delle strategie di sviluppo delegando loro il potere decisionale affinché contribuiscano ad affrontare problemi che non possono essere risolti tramite un’azione svolta a livelli territoriali superiori.
Il CLLD si basa su “strategie di sviluppo locale”, ovvero insiemi coerenti di interventi che rispondono ad obiettivi e bisogni locali e che sono concepiti e messi in atto da un partenariato istituito a livello locale. Quest’ultimo, denominato "gruppo di azione locale", sarà costituito da rappresentanti degli interessi socioeconomici pubblici e privati e dovrà essere organizzato in modo tale che nessun gruppo di interesse disponga di un numero di voti superiore al 49% del totale. Il CLLD dovrà essere utilizzato a livello subregionale insieme ad altre misure di sostegno allo sviluppo, potrà essere sostenuto da più Fondi strutturali e dovrà essere attuato nel contesto di un approccio strategico per garantire che la definizione delle esigenze locali "dal basso" tenga conto delle priorità definite ai livelli superiori.
Il suo utilizzo è obbligatorio nell’ambito del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e facoltativo per il Fondo europeo di sviluppo regionale e per il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca.

Gli Investimenti territoriali integrati, il cui uso è del tutto facoltativo, sono strumenti che permettono agli Stati di attingere risorse da più Fondi, o da diverse linee di finanziamento di uno stesso Fondo, per assicurare la realizzazione di una strategia integrata per un territorio specifico. Affinché gli ITI siano utilizzati in maniera efficiente, l’area geografica coinvolta deve possedere una strategia territoriale integrata e intersettoriale che si rivolga alle esi¬genze locali di sviluppo. Qualsiasi area geografica con caratteristiche territoriali particolari può essere oggetto di un ITI e non è necessario che esso copra l’intero territo¬rio di un’unità amministrativa. La gestione di un ITI può essere delegata ad un unico organismo in modo tale da favorire la complementarità degli investimenti effettuati tramite le diverse risorse.

I due strumenti si differenziano in quanto, mentre nel caso del CLLD è obbligatorio adottare un approccio bottom-up, un ITI non implica la scelta di una specifica modalità decisionale in merito all’utilizzo dei Fondi. Inoltre, i due strumenti potranno essere combinati, per esempio utilizzando il CLLD come una delle componenti di una strategia territoriale implementata mediante un ITI.

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 28 Luglio 2016 13:13 )