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La politica europea delle materie prime

Almeno 30 milioni di posti di lavoro in Europa dipendono dall'accesso alle materie prime, che costituiscono la linfa vitale dell’industria dell'UE, che dipende essenzialmente dalle forniture di tali fattori produttivi essenziali provenienti dai mercati internazionali, soprattutto minerali e metalli non trasformati. In quest’ambito, le imprese europee si trovano ad avere difficoltà di accesso a condizioni abbordabili sia alle materie prime primarie sia a quelle di recupero lungo l'intera catena del valore (prospezione, estrazione, trasformazione/raffinazione, riciclaggio e sostituzione).
Per tale ragione, la Direzione generale del Mercato interno, dell’industria, dell’imprenditoria e delle PMI della Commissione europea, impegnata già dal 2008 nell’iniziativa "Materie prime", ha pubblicato, nel febbraio 2011, un documento di strategia mirante a rispondere alle sfide nell’ambito dei mercati dei prodotti di base e delle materie prime non energetiche e non agricole.

Obiettivi
Iter normativo

Obiettivi

L'iniziativa della Commissione ha una forte dimensione esterna per assicurare un approccio basato su tre priorità: garantire condizioni eque ed affidabili per l’accesso alle risorse nei Paesi terzi; realizzare un approvvigionamento sostenibile di materie prime dai fornitori europei; favorire l’uso efficiente delle risorse naturali e del riciclaggio.

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Iter normativo

La comunicazione della Commissione individua alcuni elementi chiave, tra i quali:

• il miglioramento dell'integrità, della trasparenza e della stabilità dei mercati dei derivati sulle materie prime, anche attraverso una revisione delle direttive sugli abusi di mercato e sui mercati degli strumenti finanziari;
• l’avvio di ulteriori indagini sugli sviluppi nei mercati delle materie prime (finanziari e fisici) al fine di individuare le modalità di funzionamento dei collegamenti tra di essi;
• il regolare aggiornamento dell'elenco delle 14 materie prime essenziali (antimonio, berillio, cobalto, fluorite, gallio, germanio, grafite, indio, magnesio, niobio, metalli del gruppo del platino, terre rare, tantalio e tungsteno) individuate dalla Commissione;
• il rafforzamento della strategia commerciale dell'UE in tale settore, la realizzazione della strategia riguardante la cosiddetta diplomazia delle materie prime e lo sviluppo di una cooperazione bilaterale in materia con i Paesi africani;
• il monitoraggio dello sviluppo dell'accesso alle materie prime essenziali al fine di individuare le azioni prioritarie ed il sostegno agli sforzi di ricerca e di innovazione lungo tutta la catena del valore delle materie prime;
• l’attuazione di una stretta collaborazione con gli Stati membri e le altre parti interessate per migliorare il quadro normativo per l'estrazione sostenibile all'interno dell'UE;
• il rafforzamento dell'efficienza delle risorse e della promozione del riciclaggio.

Su sollecitazione del Parlamento europeo, la Commissione europea ha pubblicato, nel giugno 2013, la prima relazione sui progressi della strategia sulle materie prime. Oltre a fornire lo stato dell’arte degli accordi stipulati nel quadro della diplomazia delle materie prime con Stati Uniti, Giappone, Russia, America Latina, Paesi Euromediterranei, Cina e Groenlandia, il rapporto individua due novità di rilievo:
• l’aggiornamento dell’elenco delle 14 materie prime, entro il primo semestre del 2014, effettuato dal Gruppo di approvvigionamento di materie prime della Commissione che sta selezionando un’ulteriore serie di materie prime quasi essenziali (renio, tellurio, afnio, selenio e stagno) e sta valutando la possibilità di applicare la metodologia a legno e gomma naturale;
• l’intensificazione della cooperazione fra Africa ed Unione europea nell’ambito di tre aree comuni: governance, investimenti ed infrastrutture, conoscenze/competenze geologiche.

Più recentemente, nel gennaio 2014, con la comunicazione per una rinascita industriale europea, è stata ribadita la necessità di accrescere la produttività e l'efficienza nell'uso delle risorse e di agevolare l'accesso alle materie prime. In particolare, la Commissione valuterà l'opportunità di elaborare una comunicazione sul Partenariato europeo per l'innovazione (EIP) in relazione alle materie prime, lanciata nel febbraio 2013, al fine di portare avanti il suo Piano strategico di attuazione 2013, pubblicato nel settembre dello stesso anno. In questo senso, tra gli obiettivi concreti del piano, vi sarà l'avvio di un massimo di dieci progetti pilota intesi a promuovere le tecnologie per la produzione e la trasformazione di materie prime primarie e secondarie, ad identificare alternative per almeno tre applicazioni di materie prime essenziali e scarse nonché a creare migliori condizioni quadro per le materie prime in Europa.
L’Esecutivo comunitario intende inoltre presentare un'iniziativa legislativa sull'efficienza nell'uso delle risorse e sui residui, al fine di definire, in tale ambito, gli elementi chiave necessari per sbloccare il potenziale economico europeo ed assicurare una maggiore produttività. La Commissione proporrà, ove necessario, misure intese ad eliminare le distorsioni dei prezzi per le imprese in relazione all’accesso a fattori produttivi fondamentali per l'industria.
Si ricorda infine che il Piano strategico di attuazione prevede azioni volte a rafforzare le conoscenze, le capacità e i flussi di materie prime nell'Unione, in particolare attraverso la potenziale creazione di una Comunità della conoscenza e dell'innovazione (KICs) nell'ambito dell'Istituto europeo di innovazione e tecnologie (EIT). In tale ambito, quest’ultimo ha lanciato, nel febbraio 2014, una call sulle KICs relativa alle materie prime.

Nel 2014, inoltre, la Commissione ha pubblicato un'altra relazione sui progressi della strategia sulle materie prime, che segue quella lanciata nel giugno 2013, nella quale, oltre a fare una rassegna degli accordi stipulati con Stati Uniti, Canada, Giappone, Cina, Russia, Argentina, Brasile, Cile, Colombia, Messico, Uruguay, Groenlandia, Perù, Mongolia e Myanmar, sottolinea come altri dialoghi siano in corso d’opera e che, in linea con la strategia dell'UE per la cooperazione internazionale nella ricerca e nell'innovazione, sarà incoraggiata la partecipazione di altri importanti partner internazionali.

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 03 Agosto 2017 09:15 )