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L’accessibilità dei siti web degli enti pubblici

Sebbene un buon livello di accessibilità dei siti web degli enti pubblici permetta loro di svolgere al meglio le proprie funzioni, solo un terzo di essi è completamente accessibile. Inoltre, la Commissione ha constatato come le differenti discipline introdotte dagli Stati membri in tale settore abbiano determinato un alto livello di frammentazione che ostacola la concorrenza e la competitività. Per queste ragioni, la Direzione Generale CONNECT ha presentato, alla fine del 2012, una proposta di direttiva.

Obiettivi

La proposta della Commissione si pone come obiettivo l’armonizzazione delle disposizioni nazionali in tema di accessibilità di alcune categorie di siti web pubblici che mettono a disposizione informazioni e servizi essenziali, con particolare attenzione alle esigenze degli utenti con limitazioni funzionali.

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Iter normativo

La proposta della Commissione prende le mosse dal Piano di Azione della Commissione per l’eGovernment 2011-2015, dalla Comunicazione sull’Agenda digitale europea e dalla Strategia europea sulla disabilità 2010-2020 che hanno evidenziato come un elevato livello di accessibilità dei siti web pubblici costituisca un presupposto per una reale libertà di circolazione di cittadini ed imprese nonché per la partecipazione alla società e all’economia di persone disabili.

L’obbligo di accessibilità riguarda alcuni servizi pubblici essenziali, individuati nell’allegato alla proposta, quali la sicurezza sociale e il rilascio di documenti e certificati. Gli Stati saranno liberi di estendere l’ambito di applicazione della disciplina ad altre categorie di siti.

I principali obblighi posti in capo agli Stati dalla proposta, includono:

  • l’adozione e l’applicazione delle misure necessarie per rendere accessibili i siti in maniera coerente e adeguata per la percezione, l’utilizzo e la comprensione degli stessi e con modalità che favoriscano l’interoperabilità con diversi programmi utente e tecnologie assistive a livello unionale ed internazionale;
  • la promozione dell’inserimento nei siti web interessati di una dichiarazione sull’accessibilità;
  • il sostegno a meccanismi di consultazione degli stakeholders;
  • il costante monitoraggio dei siti interessati al fine di garantire il mantenimento dell’accessibilità anche in caso di aggiornamenti frequenti;
  • la cooperazione, a livello europeo, con l’industria e la società civile al fine di esaminare l’evoluzione del mercato e gli sviluppi tecnologici, anche in vista della trasmissione alla Commissione di una relazione annuale da parte di ciascuno Stato membro.

Si ricorda che il 6 maggio 2016 è stato raggiunto un accordo politico raggiunto tra PE e Consiglio. Il testo concordato della direttiva:

• richiede il monitoraggio e l’informazione costante da parte degli Stati membri sull’accessibilità dei siti web e delle applicazioni mobili del settore pubblico. Le relative relazioni vanno trasmesse alla Commissione e rese pubbliche;

• specifica le norme per rendere i siti web e le applicazioni mobili più accessibili. Ad esempio, tali norme prevedono che le immagini siano corredate di testo o che i siti possano essere consultati anche senza mouse, il cui uso potrebbe risultare difficoltoso per alcuni utenti con disabilità;

• si riferisce ai siti web e alle applicazioni mobili degli enti pubblici, con un numero limitato di eccezioni (ad esempio, le emittenti televisive e le trasmissioni in diretta streaming).

Il Consiglio ha formalmente approvato la direttiva nel luglio 2016.

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 03 Agosto 2017 12:27 )