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Verso il 2030: un quadro integrato per la politica energetica e climatica europea

L’UE conferma lo stato di avanzamento verso i target energetici fissati per il 2020, ma ribadisce la necessità di un quadro politico integrato che si proietti sul 2030, in modo da garantire una regolamentazione certa per gli investitori  e un approccio coordinato tra gli Stati membri. Di tal argomento si occupa Direzione Generale per l’Energia della Commissione europea.

Obiettivi

La strategia mira principalmente a costruire un sistema di approvvigionamento e consumo energetico competitivo e sicuro, che garantisca energia a prezzi accessibili per tutti i consumatori, aumenti la sicurezza di fornitura energetica dell'UE, riduca la dipendenza dalle importazioni di energia e crei nuove opportunità di crescita e di occupazione.

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Iter normativo

Nel marzo 2013, la Commissione ha presentato il Libro verde “Un quadro per le politiche dell’energia e del clima all’orizzonte 2030” con l’obiettivo di avviare il dibattito sull’impostazione di una politica energetica post-2020 che sia sufficientemente ambiziosa, ma che, allo stesso tempo, tenga conto dei cambiamenti sopravvenuti dopo l’adozione della comunicazione Energia 2020, quali le conseguenze della crisi economica. Esso è stato seguito dalla pubblicazione, il 22 gennaio 2014, del “Quadro per le politiche dell’energia e del clima per il periodo dal 2020 al 2030”. In particolare, gli obietti posti sono:

  • ridurre le emissioni del 40% (nell’arco temporale 1990-2030). Questo ambizioso obiettivo permetterebbe all’UE di impegnarsi in nuovi accordi e di ridurre le emissioni dell’80% entro il 2050;
  • aumentare al 27% l’utilizzo di fonti rinnovabili nel mix energetico. Tale incremento, oltre a garantire la sicurezza dell’approvvigionamento, migliorerebbe la bilancia commerciale in termini di costi derivanti dalle importazioni energetiche;
  • continuare a migliorare l’efficienza energetica;
  • riformare il “sistema di scambio di emissioni” ETS. La Commissione propone di istituire una riserva di stabilità del mercato energetico all'inizio del periodo di scambio ETS nel 2021. La riserva si propone sia di affrontare il problema del surplus delle quote di emissione che si è costituito negli ultimi anni sia di migliorare la resistenza del sistema ad eventuali choc esogeni, regolando automaticamente la fornitura di quote da mettere all'asta;
  • energia competitiva, conveniente e sicura. La Commissione propone una serie di indicatori chiave da monitorare come parametri tra cui: il differenziale di prezzo dell'energia con i principali partner commerciali, la diversificazione dell'offerta e la dipendenza da fonti energetiche locali, nonché la capacità di interconnessione tra gli Stati membri, per valutare i progressi nel tempo e fornire una base concreta per l'azione politica;
  • nuovo sistema di governance. Il quadro strategico propone un nuovo modello di governance basato su piani nazionali che saranno elaborati dagli Stati membri nel quadro di un approccio comune a garanzia della coerenza a livello comunitario;
  • report su prezzi e costi dell’energia. La comunicazione della Commissione che definisce il quadro è accompagnata da una relazione sui prezzi dell'energia e dei costi ed un confronto con i prezzi dell'UE rispetto ai suoi principali partner commerciali.

Il Consiglio europeo, nelle conclusioni approvate il 26-27 giugno 2014, ha sottolineato l'importanza di un rapido sviluppo degli elementi essenziali del quadro ed ha annunciato di attendere entro luglio la presentazione da parte della Commissione di una proposta di revisione della direttiva sull'efficienza energetica. Esso ha affermato, inoltre, l'importanza del vertice dell'ONU sul clima, previsto per settembre 2014, ed ha confermato che l'obiettivo specifico dell'UE per il 2030 in ordine alle riduzioni delle emissioni di gas a effetto serra sarà in linea con l'ambizioso obiettivo concordato per il 2050.

Da parte sua, la Commissione ha pubblicato, il 23 luglio 2014, una comunicazione sull’efficienza energetica e sul suo contributo alla sicurezza energetica ed al Quadro per le politiche dell’energia e del clima verso il 2030. Con essa la Commissione ha invitato gli Stati membri ad intensificare gli sforzi per garantire il raggiungimento dei target  previsti per il 2020 ed ha proposto di stabilire un obiettivo di aumento dell’efficienza energetica del 30% entro il 2030. Tale aumento incrementerebbe i costi di realizzazione del Quadro di 22 miliardi di euro l'anno, ma i benefici che ne deriverebbero, sia economici che legati alla sicurezza energetica, sarebbero rilevanti. La Commissione ha intenzione di esaminare nel 2017 i progressi compiuti in tale ambito.

Il Consiglio europeo ha approvato successivamente, il 23 ottobre 2014, il quadro unico 2030 per l’energia e per il clima dell’UE, nel quale sono individuati gli obiettivi prioritari da raggiungere: riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra, fonti energetiche rinnovabili ed efficienza energetica, realizzazione di un mercato interno dell'energia pienamente funzionante e connesso, sicurezza energetica e governance. Il raggiungimento di essi sarà fondamentale per costruire un'Unione dell'energia che assicuri l'energia a prezzo accessibile, sicura e sostenibile, come indicato nell’Agenda strategica dell'UE; in quest'ambito, il Consiglio europeo terrà sotto costante esame l'attuazione di quest’obiettivo, per garantire le medesime condizioni di approvvigionamento e di utilizzo per tutti i cittadini europei.

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Il punto di vista europeo

In un position paper del 26 giugno 2014 EUROCHAMBRES ha espresso la propria posizione riguardo alla proposta della Commissione Europea per un quadro strategico per il clima e l’energia per il periodo 2020-2030. A tal riguardo l'associazione ritiene che sia fondamentale il ruolo svolto dall’Unione Europea e dagli Stati Membri nella definizione di una politica climatica ed energetica efficiente, finalizzata a garantire uno sviluppo economico a lungo termine all’interno della stessa. Poichè non sembra possibile concepire la transizione verso un sistema energetico sostenibile, sicuro e competitivo senza l’efficienza energetica,  EUROCHAMBRES sottolinea come la proposta della CE continui a presentare carenze strutturali che potrebbero compromettere gli sforzi fatti finora per stimolare la crescita economica e re-industrializzare l’Europa. Pertanto, si raccomanda all’ Esecutivo europeo di evitare una gestione della politica climatica ed energetica in contrasto con gli altri obiettivi strategici dell’UE, e di preferire invece un approccio integrato, cosí da convogliare tutte le risorse verso il perseguimento di un unico obiettivo. Più di recente, l’associazione europea delle Camere di Commercio, con un comunicato stampa del 23 luglio 2014, ha accolto con favore la comunicazione sull’efficienza energetica ed ha chiesto alla Commissione di aumentare gli sforzi per assicurare l’applicazione della legislazione in vigore. Infine, essa ha sottolineato come la definizione di un target troppo ambizioso rischi di essere controproducente e che, al fine di incoraggiare progressi verso una maggiore efficienza energetica, saranno necessarie misure di supporto rivolte a tutte le imprese, indipendentemente dalla loro dimensione e dal settore in cui operano.

In un position paper di UEAPME si mette in luce come una delle priorità chiave di questo nuovo quadro dovrebbe essere quello di evitare un ulteriore aumento dei costi energetici elevati, ostacolo alla competitività della nostra economia. In questo contesto, l'UEAPME sostiene l'espansione economicamente efficiente delle fonti energetiche rinnovabili, nonché un rafforzamento del ruolo dell'efficienza energetica fino al 2030. Dal momento che l'Europa è responsabile di solo una piccola parte delle emisisoni di  CO2, essa dovrebbe cercare di raggiungere un accordo globale sul clima nel 2015 a Parigi, al fine di creare condizioni di parità per le imprese di tutto il mondo e, quindi, promuovere la competitività dell'UE. Tale accordo potrebbe anche creare un mercato globale per le tecnologie a basse emissioni e quindi promuovere la creazione di posti di lavoro e crescita nell'UE.

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 28 Luglio 2016 13:36 )