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La politica dell’UE per la tutela dei diritti di proprietà intellettuale

Marchi, disegni e brevetti contribuiscono a generare un terzo dei posti di lavoro in Europa ed a produrre il 39% del PIL europeo e sono uno dei principali strumenti di cui dispongono le imprese per trarre profitto dal capitale investito nella conoscenza, nell'innovazione e nella creatività. Per tale motivo, la violazione dei diritti di proprietà intellettuale danneggia notevolmente l'economia europea, disincentivando l'innovazione e impedendo la creazione di nuovi posti di lavoro. Nell'ottica di un rafforzamento della lotta a tali violazioni, il 1° luglio 2014 sono state pubblicate due comunicazioni. La prima, elaborata dalla Direzione generale del Mercato interno, dell’industria, dell’imprenditoria e delle PMI della Commissione europea, è un Piano di azione inteso a far fronte alle violazioni dei diritti di proprietà intellettuale nell'UE, mentre la seconda, di competenza della Direzione Generale Commercio, delinea una strategia per la tutela e il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale nei Paesi terzi.

Obiettivi

Con le sue due comunicazioni la Commissione intende contribuire a creare un contesto favorevole alla migliore tutela dei diritti di proprietà intellettuale (DPI), pervenendo, tramite il dialogo con gli stakeholder, ad a un rinnovato consenso sul modo in cui i diritti di proprietà intellettuale sono esercitati, sensibilizzando i consumatori sulle conseguenze delle violazioni, garantendo che l’acquis dell’UE in materia sia applicato efficacemente ed utilizzando tutti gli strumenti disponibili per impedire l’importazione di prodotti contraffati al fine di stimolare lo sviluppo dei settori il cui successo è legato ai DPI.

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Iter normativo

Il Consiglio europeo del marzo 2014 aveva ribadito l'importanza della proprietà intellettuale come motore per la crescita e l'innovazione, sottolineando la necessità di lottare contro la contraffazione per rafforzare la competitività dell'industria europea a livello mondiale.

Il Piano d'azione “Verso un rinnovato consenso sul rispetto dei diritti di proprietà intellettuale” definisce una serie di interventi volti a far sì che la politica dell'UE in materia si concentri sulle violazioni di scala commerciale, il cosiddetto approccio follow the money. Il documento esamina i recenti cambiamenti avvenuti nel settore ed illustra le possibili modalità per migliorare gli strumenti di cui la Commissione dispone per promuovere norme più rigorose in materia e per arrestare il commercio di prodotti che violano tali diritti.
Le azioni previste includono, tra le altre:

  • il lancio di una consultazione tra gli stakeholder sulla possibile introduzione di uno schema volontario volto a promuovere la dovuta diligenza tra tutti gli attori coinvolti nella produzione di merci fortemente legate alla proprietà intellettuale;
  • l’avvio di un dialogo con le parti interessate inteso a ridurre gli utili provenienti dalle violazioni su scala commerciale commesse via internet;
  • il sostegno alle piccole imprese per far valere i propri diritti di proprietà intellettuale in modo più efficace, migliorando le procedure giudiziarie. A tal fine, la Commissione esaminerà per la prima volta i regimi nazionali che assistono direttamente le PMI nell'accesso alla giustizia.

Per quanto riguarda il livello internazionale, la Commissione intende offrire, attraverso la Strategia per la tutela e il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale nei Paesi terzi, una migliore salvaguardia dei DPI anche al di fuori dell'UE, in particolare nel quadro delle relazioni con i principali partner commerciali. Nonostante i progressi compiuti dalla legislazione su scala mondiale, le violazioni dei DPI hanno raggiunto livelli senza precedenti, soprattutto a causa di una tecnologia digitale che consente una riproduzione in massa, di qualità e a basso costo. Infatti, si stima che nel 2008 il valore del commercio internazionale di merci contraffatte e piratate abbia raggiunto i 250 miliardi di USD, equivalenti al 2% del commercio mondiale. La strategia prevede di:

  • proseguire gli sforzi multilaterali e garantire che i capitoli relativi ai DPI negli accordi commerciali bilaterali offrano un'adeguata ed efficace tutela per i titolari dei diritti;
  • collaborare con i Paesi partner, attraverso dialoghi e gruppi di lavoro che affrontino le questioni sistemiche relative alla proprietà intellettuale e individuino le principali debolezze dei loro sistemi di protezione dei DPI;
  • effettuare indagini periodiche al fine di individuare un elenco di "Paesi prioritari" dove è opportuno che l'UE concentri i propri sforzi;
  • assistere le PMI e i titolari dei diritti sul campo tramite progetti quali gli helpdesk per i DPI, valorizzando e rafforzando nel contempo le conoscenze e l'esperienza delle rappresentanze dell'UE e degli Stati membri nei Paesi terzi.

Piu' recentemente, la Commissione europea ha chiuso una consultazione pubblica sulla valutazione e modernizzazione del quadro giuridico relativo all'applicazione dei diritti di proprietà intellettuale. In particolare, grazie ad essa gli stakeholders hanno potuto contribuire a valutare il funzionamento della direttiva 2004/48/CE sul rispetto dei diritti di proprietà intellettuale (IPRED) in un ambiente online, al fine di individuare l'eventuale necessità di adeguare tali disposizioni e di proporre misure correttive. Anche da tali contributi è attesa, nei prossimi mesi, una proposta di riforma in materia.

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 03 Agosto 2017 12:35 )