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La riforma della politica agricola comune

La politica Agricola comune (PAC) è stata lanciata dall’Unione europea nel 1962 al fine di migliorare la produttività agricola ed assicurare un’equa rimunerazione per gli agricoltori . A distanza di cinquant’anni, per far fronte alle nuove sfide globali, quali l’aumento della popolazione e i cambiamenti climatici, e contribuire al raggiungimento degli obiettivi della Strategia Europa 2020, la Direzione Generale Agricoltura e Sviluppo rurale della Commissione ha avviato, nel 2010, una fase di profonda riforma del sistema.

Obiettivi

La riforma della PAC intende perseguire tre obiettivi di lungo periodo: una produzione alimentare redditizia, una gestione sostenibile delle risorse naturali ed uno sviluppo territoriale equilibrato. Al fine di raggiungere tali obiettivi, ci si è concentrati sulla competitività e sostenibilità del settore tramite il miglioramento degli strumenti della politica.

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Iter normativo

La riforma della PAC è stata avviata con un dibattito pubblico e la pubblicazione della Comunicazione ‘La PAC verso il 2020: rispondere alle future sfide dell’alimentazione, delle risorse naturali e del territorio’, seguita dalla presentazione, nel 2011, di un pacchetto legislativo, approvato alla fine del 2013. Esso è costituito da quattro regolamenti: il Regolamento 1305/2013 sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR), il Regolamento 1306/2013 sul finanziamento, sulla gestione e sul monitoraggio della politica agricola comune, il Regolamento 1307/2013 sui pagamenti diretti agli agricoltori e il Regolamento 1308/2013 sull’organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli. Al fine di assicurare una più facile transizione, il Regolamento 1310/2013 ha previsto misure transitorie per il 2014.

La PAC è costituita da due pilastri: uno relativo ai pagamenti diretti ed alle spese collegate al mercato (Primo pilastro) e l’altro dedicato alla politica di sviluppo rurale (FEASR - secondo pilastro).
Al centro della Politica agricola è stata posta la fornitura congiunta di beni pubblici e privati che intende premiare il ruolo svolto dagli agricoltori nella conservazione del territorio e della biodiversità, sebbene essi siano privi di un valore sul mercato. Inoltre, la nuova politica intende essere più efficiente, mirata, coerente ed integrata, tramite l’utilizzo di entrambi i pilastri nel perseguimento dei tre obiettivi della PAC.  Infine, è prevista una certa flessibilità per gli Stati membri per quanto concerne la gestione del budget e degli strumenti del primo pilastro, nei limiti di un quadro ben definito e finalizzato ad assicurare la parità di condizioni ed il perseguimento degli stessi obiettivi in tutta l’UE.

Per quanto concerne le misure previste, esse includono:

  • modifiche dei meccanismi di mercato, quali l’eliminazione dei limiti quantitativi alla produzione e l’abolizione di alcuni regimi di aiuto, ed altre misure, quali interventi di aiuto alle start-up e per la modernizzazione delle aziende agricole e la facilitazione della cooperazione tra i produttori, al fine di aumentare la competitività dell’agricoltura. In particolare, sono stati eliminati il regime dei limiti alla produzione di latte il 31 marzo 2015, il regime delle quote dello zucchero entro il 30 settembre 2017, il regime dei diritti di impianto di nuovi vigneti entro la fine del 2015. Al contrario, è stato introdotto un regime di autorizzazioni per nuovi impianti di vigneti a partire dal 2016 ed è stata estesa a tutti i settori la possibilità di creare organizzazioni di produttori e organizzazioni interprofessionali;
  • l’utilizzo combinato di diversi strumenti, quali obblighi ambientali che dovranno essere rispettati per poter ottenere i finanziamenti e la destinazione di almeno il 30% di ogni programma di sviluppo rurale a misure volontarie che arrechino beneficio all’ambiente e al clima, per migliorare la sostenibilità dell’agricoltura;
  • misure tese ad aumentare l’efficacia e l’efficienza della PAC, quali pagamenti diretti più mirati, un sostegno aggiuntivo per i giovani agricoltori a partire dal 2015, cumulabile con l’aiuto alle start-up, ed altri regimi di sostegno opzionali. Inoltre, al fine di aumentare la credibilità e la legittimità del supporto concesso a livello europeo, è prevista una maggiore equità dell’ammontare dei pagamenti concessi, sia tra Stati (convergenza esterna) sia tra i beneficiari (convergenza interna);
  • nuove regole che assicurano il rafforzamento dell’approccio strategico della Politica di sviluppo rurale, basata su programmi settennali che dovranno concentrarsi su almeno quattro tra sei priorità comuni;
  • la possibilità di trasferire risorse tra i pilastri e di sostenere alcune categorie di azioni con risorse provenienti da entrambi i pilastri.

L’ammontare del finanziamento della PAC a prezzi correnti per il periodo 2014-2020 è pari a 408 miliardi di euro, dei quali 312 sono stati destinati al primo pilastro e 95 al secondo. A conferma dell’importanza attribuita alla Politica agricola comune, tali cifre rappresentano quasi il 38% del budget complessivo dell’UE per il 2014-2020 All'Italia sono stati destinati 52 miliardi.

Si ricorda infine che nell'ambito dei finanziamenti della PAC si prevede un aumento progressivo dei fondi destinati alla promozione dei prodotti agricoli e alimentari, dai 61 milioni di euro del bilancio 2013 a 200 milioni di euro nel 2020. Lo scopo è aiutare i professionisti del settore a lanciarsi sui mercati internazionali e far conoscere ai consumatori tutte le attività intraprese per migliorare la qualità dei prodotti agroalimentari.

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 03 Agosto 2017 12:49 )