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La posizione di EUROCHAMBRES sull’importazione di minerali provenienti dalle zone di conflitto

In un position paper pubblicato alla fine di giugno 2014, EUROCHAMBRES ha espresso la propria posizione riguardo alla proposta di regolamento che la Commissione europea ha presentato a marzo 2014 sull’importazione di minerali provenienti dalle zone di conflitto. Gli importatori europei di questi minerali rischiano, quindi, di contribuire al finanziamento di gruppi armati attivi nelle zone da cui provengono i minerali acquistati. Pertanto, secondo EUROCHAMBRES, l’iniziativa della Commissione europea merita di essere incoraggiata, in quanto chiede agli importatori di prendere tutte le misure possibili al fine di assicurarsi che i prodotti importati non contribuiscano a finanziare le attività di alcun gruppo armato. Attraverso quest’iniziativa dovrebbe essere più difficile per i gruppi armati operanti in zone di conflitto e ad alto rischio finanziare le loro attività mediante l'estrazione ed il commercio di minerali. Tale approccio ha come obiettivo quello di permettere alle imprese di approvvigionarsi più facilmente di oro e dei cosiddetti minerali “3T” (stagno, tantalio e tungsteno, acronimo dell’inglese: Tin, Tungsten e Tantalum) in modo responsabile e favorendo i canali commerciali legittimi. L’Associazione delle Camere di Commercio europee ritiene che sia necessario apportare alcune modifiche alla proposta di regolamento, in modo tale da evitare di imporre requisiti eccessivamente onerosi per le imprese e le autorità pubbliche, e di mettere le imprese europee in una situazione di svantaggio competitivo quando si cerca la conformità con differenti sistemi di certificazione esistenti sulla scena internazionale.
Al fine di rendere il progetto di regolamento praticabile e operativo per le imprese dell'UE, EUROCHAMBRES ha individuato alcuni settori chiave rispetto ai quali dovrebbero essere avviate delle modifiche al progetto di regolamento:
- chiarire la definizione di "aree di conflitto e di alto rischio": senza un’ulteriore qualificazione di questo termine, il campo di applicazione del regolamento proposto sembra essere più ampio rispetto a qualsiasi altro sistema di certificazione attivato sulla scena internazionale, rischiando così di diventare troppo sconfinato;
- limitare il campo di applicazione del regolamento solo ai "minerali": in questo modo sarebbe ridotto notevolmente l'onere per l'industria europea in termini di rispetto del codice di condotta per gli importatori responsabili e dovrebbe incoraggiare di più le aziende a partecipare al sistema di certificazione proposto;
- riconoscere come equivalente la conformità delle imprese nell'ambito dei regimi di certificazione internazionali esistenti: EUROCHAMBRES ritiene che sia necessario evitare una doppia certificazione per le imprese che operano sul mercato internazionale e che sono già certificate nell’ambito di un regime internazionale esistente, al fine di rafforzare i benefici per gli importatori responsabili;
- limitare gli obblighi di informazione per le imprese: obblighi di informazione eccessivi rischiano di creare oneri amministrativi per gli importatori che vanno a minare l'effettiva partecipazione dell'industria e a indebolire gli effetti dello schema di certificazione proposto;
- necessità di norme chiare per consentire l’applicazione uniforme in tutti gli Stati membri: per evitare distorsioni della concorrenza negli Stati membri dell'UE risulta fondamentale un’applicazione uniforme delle norme in materia di conflitti dei minerali all’interno degli stessi. Per questo motivo, le norme devono essere quanto più possibili chiare e non lasciare spazio ad ulteriori interpretazioni incoerenti.

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