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Le strategie macroregionali

La cooperazione territoriale europea è un elemento centrale dell'integrazione europea, alla quale apporta un valore aggiunto sotto varie forme, in particolare contribuendo a garantire che le frontiere non diventino barriere, avvicinando gli europei tra loro, favorendo la soluzione di problemi comuni, facilitando la condivisione di buone pratiche ed incoraggiando la collaborazione strategica per realizzare obiettivi congiunti. In quest’ambito, si collocano le strategie macroregionali, uno degli strumenti di attuazione della cooperazione territoriale, il cui avvio, su richiesta del Consiglio europeo, è proposto dalla Commissione europea tramite la Direzione Generale per la Politica regionale e urbana.

Obiettivi
Iter normativo

Obiettivi
Una strategia macroregionale è definita come uno strumento inteso a fornire un quadro integrato che consenta all’Unione Europea e ai suoi Stati membri di identificare i bisogni e di allocare le risorse disponibili attraverso il coordinamento delle opportune politiche, per consentire ad un territorio di beneficiare di un ambiente sostenibile, di uno sviluppo economico e sociale ottimale e apportare un valore aggiunto agli interventi sia dell’UE sia di attori nazionali, regionali, privati e del terzo settore.

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Iter normativo
La Commissione europea ha già avviato da alcuni anni iniziative in merito, quali la Strategia per la regione del Mar Baltico e quella per la regione del Danubio. Sono attualmente in fase di elaborazione la Strategia per la regione adriatico-ionica e quella per la regione alpina.

In quest’ambito, alla fine di giugno 2013, la Commissione europea ha pubblicato la prima relazione di valutazione sull’avvio delle due strategie macroregionali, con l’obiettivo di fornire raccomandazioni per il futuro. Essa riconosce il valore aggiunto delle Strategie per le regioni del Baltico e del Danubio ed il loro contributo alla sperimentazione di un tipo di cooperazione unica, fondata sull'idea che le sfide comuni a più regioni specifiche, siano esse di natura ambientale, economica o di sicurezza, possano essere affrontate con successo solo attraverso uno sforzo collettivo ed una pianificazione congiunta in grado di impiegare i fondi disponibili nella maniera più efficace.

Nell’ottobre 2013, il Consiglio dell’Unione ha adottato le sue conclusioni sul valore aggiunto delle strategie macroregionali ed ha accolto con favore la definizione di strategia inclusa nella relazione della Commissione, ossia un quadro integrato nel quale i Paesi coinvolti affrontano le sfide comuni (ambiente, trasporti, crimine, coesione territoriale e sociale), grazie ad una migliore attuazione della legislazione vigente, all'uso ottimale delle risorse finanziarie a disposizione ed al coinvolgimento delle istituzioni presenti. Affinché tali strategie possano raggiungere risultati concreti, il Consiglio ha sottolineato l’importanza di mantenere un impegno costante ed a lungo termine da parte degli Stati membri interessati, e di tradurre tali sforzi in un supporto amministrativo adeguato. Fondamentale è inoltre la disseminazione delle best practices e dei risultati ottenuti, che permetterebbe di coinvolgere altri soggetti istituzionali e privati interessati e di fornire la base per lo sviluppo di future strategie macroregionali.

Rispetto all’implementazione delle Strategie baltica e danubiana, la Commissione europea ha pubblicato, il 21 maggio 2014, una comunicazione sulla governance delle strategie macroregionali. Con essa, l'Esecutivo europeo formula raccomandazioni e suggerimenti rispetto a tre livelli:
• Leadership politica e del processo decisionale. Trovandosi in un sistema attualmente basato in larga misura sulla leadership strategica della Commissione, si auspica un migliore equilibrio tra i compiti svolti da quest’ultima (che dovrà comunque continuare a fornire sostegno) ed un ruolo rafforzato di coordinamento e di direzione dei lavori nelle rispettive aree tematiche da parte dei Ministeri settoriali e delle autorità nazionali, che dovrebbero arrivare ad assumere la piena titolarità del processo di decisione. I Ministeri che ospitano il Punto di contatto nazionale dovranno inoltre svolgere un ruolo strategico di coordinamento all'interno dei rispettivi Governi, informandoli regolarmente in merito alle iniziative in corso ed assicurando l'allineamento delle politiche e dei finanziamenti. Essi dovranno altresì agire come decisori finali, costituire insieme un consesso decisionale regolare ed avere la responsabilità di valutare i progressi compiuti nonché di orientare il processo di attuazione.
• Coordinamento. I Punti di contatto nazionale dovranno avere una funzione di primo piano nella leadership operativa. Il Gruppo di alto livello che riunisce i rappresentanti di tutti i 28 Stati membri e dei Paesi terzi coinvolti nelle strategie dovrà inoltre assumere un ruolo più attivo nell’assicurare la coerenza tra le strategie macroregionali ed i più ampi obiettivi europei. Esso dovrebbe altresì condividere buone pratiche riguardanti la governance, la definizione di obiettivi ed indicatori, il monitoraggio, la valutazione e la sensibilizzazione dell’opinione pubblica.
• Attuazione. Ai Ministeri settoriali dovrà essere affidata la piena responsabilità per le attività svolte nelle aree tematiche di competenza, nonché per le condizioni offerte e le risorse destinate agli esperti tematici ed ai membri degli Steering Groups. Esperti e comitati direttivi istituiti per ogni settore tematico dovrebbero includere membri di ogni Paese coinvolto ed incaricarsi dell’attuazione quotidiana. Da parte sua, la Commissione dovrebbe fornire una expertise equivalente. Fondamentale è poi la cooperazione con le istituzioni regionali già esistenti, rispetto alle quali coordinare ed integrare le attività, il sostegno fornito dai programmi della cooperazione territoriale (in particolare quelli transnazionali), una partecipazione più attiva di Parlamenti, Governi nazionali e regionali e della società civile, nonché un maggiore coinvolgimento dei Paesi terzi.

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 03 Agosto 2017 12:43 )