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La responsabilità sociale d'impresa

La Responsabilità Sociale d’Impresa (in inglese Corporate Social Responsibility, CSR) è più rilevante che mai nell’attuale contesto di crisi economica. Essa, infatti, può contribuire a costruire (e ricostruire) la fiducia nelle imprese, fattore considerato di importanza fondamentale per lo sviluppo dell’economia di mercato dell’Unione Europea. Essa, inoltre, potrebbe indicare la strada per la creazione di modelli imprenditoriali moderni e sostenibili, fondati sulla base di problematiche sociali: un aspetto che potrebbe rappresentare una via d’uscita innovativa dalla crisi. Di tale tema si occupano congiuntamente le Direzioni Generali della Commissione Direzione generale del Mercato interno, dell’industria, dell’imprenditoria e delle PMI e Occupazione, Affari sociali e Inclusione sotto la guida della prima.

Obiettivi

La Commissione europea definisce la Responsabilità Sociale d'Impresa come l’integrazione delle problematiche sociali ed ecologiche nelle operazioni commerciali e nei rapporti delle imprese con le parti interessate. Il comportamento delle imprese è socialmente responsabile se punta a superare le prescrizioni minime e gli obblighi giuridici derivanti dai contratti collettivi. Così le imprese possono contribuire, in cooperazione con i loro partner, a conciliare meglio le loro ambizioni economiche, sociali ed ecologiche. In particolare, secondo la Commissione europea, la CSR contribuisce alla modernizzazione e al rafforzamento del modello economico e sociale europeo; rafforza la coesione sociale in modo sostenibile rendendo l’UE più competitiva; stimola le imprese a riorganizzare le attività core business e ad assicurare la gestione del rischio e dei cambiamenti in modo responsabile.

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Iter normativo

L’impegno UE nei confronti della CSR nasce in occasione del Vertice Europeo di Lisbona nel marzo 2000 che ha definito l’obiettivo strategico dell’Unione, ovvero diventare la società della conoscenza più dinamica e competitiva nel mondo. A Lisbona, i leader europei lanciarono un appello alle imprese sul loro senso della Responsabilità sociale. L’anno successivo, la Commissione pubblicò il Libro Verde Promuovere un quadro per la responsabilità sociale delle imprese. Il tema suscitò interesse e pose il quesito relativo all’evoluzione del ruolo dell’impresa nella società. Nel 2006 la Commissione Europea ha pubblicato una nuova comunicazione intitolata Il partenariato per la crescita e l’occupazione: fare dell’Europa un polo di eccellenza in materia di responsabilità sociale delle imprese. Questo documento propone di istituire un’alleanza europea in materia di CSR che costituisca un quadro politico generale per iniziative nel settore della CSR da parte di grandi imprese e di PMI in stretta collaborazione con le altre parti interessate, interne (sindacati) ed esterne (organizzazioni non governative, investitori, consumatori ecc.) alle stesse imprese. Lo scopo è di incoraggiare la diffusione della CSR nell’universo imprenditoriale in modo da ottimizzare il suo contributo allo sviluppo sostenibile, alla crescita ed all’occupazione in Europa. Altra importante iniziativa a livello europeo in materia è il Forum Europeo sulla CSR: evento a cadenza biennale promosso dalla Commissione europea nel 2002 in stretta collaborazione con un comitato di coordinamento, in rappresentanza delle imprese, dei sindacati, delle organizzazioni non governative e di altri gruppi. Il Forum fornisce agli stakeholders europei uno spazio per il dialogo sugli sviluppi della CSR. L’ultima riunione del Forum si è svolta nel novembre 2010.

Uno degli impegni dell’Unione inseriti nella Strategia Europa 2020 per i prossimi dieci anni,  è quello di rinnovare la strategia dell'UE per promuovere la responsabilità sociale delle imprese quale elemento fondamentale per garantire la fiducia a lungo termine di dipendenti e consumatori. In tale ambito, la Commissione ha presentato il 25 ottobre 2011 il suo pacchetto di misure per sostenere l'imprenditoria e le imprese responsabili. Nel quadro di iniziative, che spaziano dall’imprenditoria sociale alla semplificazione delle norme contabili per le PMI, si inserisce la comunicazione sulla Strategia rinnovata in materia di responsabilità sociale delle imprese per il periodo 2011-2014, con la quale si offre una nuova definizione di tale concetto più coerente con i principi e gli orientamenti riconosciuti a livello internazionale e per il quale è prevista la pubblicazione da parte della Commissione di una relazione sull’implementazione dei piani nazionali di tale strategia entro il 2014.

Nei piani dell’Esecutivo comunitario, essa dovrebbe fornire alle imprese la possibilità di realizzare il loro potenziale in modo più efficace. Tra le iniziative previste si ricorda:

  • l’aumento della visibilità della CSR e la disseminazione di buone pratiche, anche attraverso la presentazione, nel 2013, di un premio europeo per la responsabilità sociale delle imprese;
  • la creazione di piattaforme multilaterali di CSR in tutta una serie di settori industriali rilevanti;
  • la redazione, con le parti interessate, di un codice di condotta per l’implementazione di iniziative volontarie da parte delle imprese;
  • una proposta legislativa ad hoc sui comportamenti sociali ed ambientali delle imprese;
  • l’integrazione della CSR in ambito educativo attraverso la promozione di programmi formativi e di ricerca.

Nel frattempo, il Parlamento europeo ha approvato due risoluzioni d'iniziativa in merito alla Strategia 2011-2014 in materia di CSR. La prima, Promuovere gli interessi della società e una via verso la ripresa sostenibile e inclusiva, si esprime favorevolmente sulla nuova definizione di CSR elaborata dalla Commissione e sul sostegno europeo alle iniziative globali nel settore e al nuovo approccio multilaterale che coinvolge un maggior numero di stakeholders anche a livello internazionale. La seconda, Comportamento commerciale trasparente e responsabile e crescita sostenibile, delinea le nuove misure che le imprese dovranno seguire per implementare la propria politica di CSR e migliorare il proprio impatto sulla società, con un occhio di riguardo alle PMI e alle micro imprese.

Come anticipato nella comunicazione del 2011 "Strategia rinnovata per il periodo 2011-2014 in materia di responsabilità sociale delle imprese", la Commissione europea ha proposto, il 16 aprile 2013, una modifica della normativa vigente in materia di contabilità al fine di migliorare la trasparenza di alcune grandi società sulle questioni sociali e ambientali. Il 15 aprile 2014 è stata definita in prima lettura la posizione del Parlamento europeo e l’intero iter legislativo dovrebbe concludersi entro il 2016. A seguito dell’approvazione della direttiva le imprese interessate avranno l'obbligo di informativa sulle politiche, sui rischi e sui risultati riguardanti tali questioni e quelle legate al lavoro, al rispetto dei diritti umani, alla lotta contro la corruzione e alla diversità nei consigli di amministrazione. Per quanto riguarda la trasparenza in materia di tutela della diversità nelle posizioni dirigenziali, le grandi società quotate dovranno pubblicare informazioni sulla propria politica della diversità, con dati che si riferiscono all’età, al genere, alla provenienza geografica e alle esperienze formative e professionali. Le informazioni pubblicate dovranno indicare gli obiettivi della politica, le norme di attuazione e i risultati conseguiti. Le società che non hanno elaborato una politica della diversità dovranno motivare questa scelta. I costi connessi all’obbligo di informativa sono commisurati al valore, all’utilità delle informazioni, alle dimensioni, all’impatto e alla complessità delle società.

Nel frattempo, la Commissione ha iniziato una riflessione sul futuro delle politiche europee relative alla CSR, attraverso il lancio, nell’aprile 2014, di una consultazione pubblica con la quale si chiedeva agli stakeholders di valutare se gli obiettivi della Strategia fossero stati raggiunti e di fornire indicazioni per il futuro. I risultati della consultazione pubblica sono stati elaborati in un rapporto discusso nel corso del Forum CSR  nel febbraio 2015.

Si ricorda infine che, nell’ambito del pacchetto “Investimenti sociali finalizzati alla crescita ed alla coesione” presentato nel febbraio 2013, si fa riferimento al sostegno fornito dalla Commissione agli Stati membri nel corso del 2013 mediante orientamenti sull’utilizzo delle innovazioni della politica sociale nell’attuazione della responsabilità sociale d’impresa.

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Il punto di vista europeo

Secondo BUSINESSEUROPE, la Strategia 2011-2014 riconosce che lo sviluppo della CSR dovrebbe essere guidato dalle imprese stesse e che ad esse dovrebbe essere concessa la flessibilità di innovare e di sviluppare un approccio appropriato alla loro situazione. Tuttavia, l’associazione europea delle Confindustrie rileva che queste affermazioni sono contraddette all’interno della strategia, in particolare per quanto concerne alcune azioni specifiche e la nuova definizione di CSR. Infatti, rispetto alla definizione precedente (integrazione, su base volontaria, delle questioni sociali ed ambientali nelle operazioni commerciali) che aveva portato progressi nello sviluppo della CSR, la nuova non tiene conto dei risultati ottenuti a livello europeo sulla base dell'approccio precedente, basato su una visione comune maturata all'interno dell’EU Multistakeholder Forum.

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I programmi di finanziamento europei

Rispetto alla programmazione 2014-2020, la promozione nell’ambito della CSR sarà finanziata dal Programma COSME. Per maggiori informazioni consultare la sezione Monitoraggio bandi.

Referente Unioncamere: Tiziana Pompei

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 28 Luglio 2016 12:17 )